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È nato a Firenze un gruppo libero di solidarietà denominato “Amici di Suor Sophia”. Il gruppo è dedicato alla memoria di Giorgio La Pira sindaco di Firenze negli anni 1951-64 sempre impegnato come mediatore di pace nei conflitti del Medio Oriente.
Il gruppo sostiene economicamente e moralmente l’attività di Suor Sophia a Betlemme diuturnamente impegnata a dirigere la Casa per l’Infanzia della “Sacra Famiglia” che accoglie bambini provenienti da contesti sociali disagiati e poveri; bambini malnutriti, picchiati, a volte vittime di violenze ben più gravi; abbandonati dalle famiglie; talvolta addirittura testimoni dell’uccisione dei propri genitori.
Ci sono anche bambini abbandonati sulla strada dalle madri, appena nati. Presso la “Sacra Famiglia” di Suor Sophia vengono spesso a rifugiarsi anche ragazze-madri.
I bambini arrivano da tutto il territorio della Palestina.
Per ulteriori informazioni e adesioni puoi telefonare al numero: 338/7433014.

A Betlemme dal 1883

Con lo spirito umile del loro fondatore San Vincenzo de’ Paoli, cento anni or sono le Figlie della Carità fondarono a Betlemme questa casa di accoglienza.
Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me” (Matteo 18,5)
Ed in un luogo come Betlemme, questo atteggiamento assume una dimensione ancora più significativa.
Le Sorelle della Carità di San Vincenzo de’ Paoli hanno risposto al grido di aiuto da parte dei bambini privati di ogni diritto e ogni bene, dei malati della Terra Santa nel 1883.
Cominciarono con l’accudire i più bisognosi sia da vicino che sotto le tende o nel dispensario.
Nel 1895 aprirono l’Ospedale Francese oggi conosciuto come l’Ospedale di Maternità della Sacra Famiglia.
Il Nido/Asilo d’Infanzia (Crêche) fu fondato nello stesso tempo in modo da poter accogliere bambini abbandonati, illegittimi, trascurati nonché orfani. Oggi giorno il “Crêche” ha circa 40 impiegati tutti con diverse specializzazioni: assistenti, infermieri, neonatali, pediatri, psicologi, assistenti sociali ed insegnanti – tutti uniti come in un'unica grande famiglia per dare un servizio il più professionale nonché famigliare possibile. Oggi l’Ospedale della Sacra Famiglia è divenuta la Materna di Betlemme, sotto la protezione dell’Ordine Internazionale di Malta.
Dal 1990, le Figlie della Carità partecipano attivamente nel lavoro dell’Ospedale. Il “Crêche di Betlemme” può ricevere fino a 120 bambini: poveri, orfani ed abbandonati che arrivano da tutto il territorio palestinese. Qui i bimbi trovano amore, sicurezza, cure ed istruzione.
Circa 50 bambini sono residenti fissi; gli altri vengono giornalmente.
Nel contesto socio-geografico, il Crêche di Betlemme è più che mai necessario. È un’oasi di pace per i bambini in difficoltà – bambini provenienti da contesti sociali assai disagiati e poveri: malnutriti, picchiati, a volte vittime di violenze ben più gravi, abbandonati dalle famiglie, addirittura testimoni dell’uccisione dei propri genitori. Ci sono anche bambini abbandonati sulla strada dalle proprie madri appena nati. E qui vengono spesso a rifugiarsi anche ragazze madri.
Dal punto di vista umano, il futuro di Betlemme pare alquanto oscuro: vedi il muro, le costanti umiliazioni, la disoccupazione, le guerriglie… tuttavia il BAMBINO ci insegna a vivere il presente – ama, ama… costantemente senza stancarti mai.
Richiede molto da parte nostra, di tutti, ma questa è la nostra missione. Al Crêche i bambini stanno bene. Quelli malati guariscono ed i più piccoli non chiedono altro che essere amati.

Guardandoli giocare, noi pensiamo: “fortunatamente, non conoscono tutta la cattiveria umana”.
La nostra unica fonte è la Provvidenza, espressa dalla generosità dei nostri benefattori.
È rassicurante avere degli amici che credono nella nostra missione, e che ci aiutano a mandare avanti questo nostro lavori.
Con loro possiamo anche condividere gli alti e bassi.
Per noi il loro contributo finanziario è una grossa sicurezza.
Soprattutto è un’assicurazione per la vita e la prosperità dei (nostri) bambini.

P&C 2011 by PAOLO COCCHERI